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#30 Policrisi

  La nostra memoria ci fa scherzi interessanti. Come il resto della nostra struttura è un sistema complesso , fatto di più parti che collaborano tra di loro, per darci quel supporto che rende gli avvenimenti del presente fissati nel passato. La memoria può essere alterata e modificata, anche senza dolo o malizia, da noi stessi. Quante volte avremmo voluto dimenticare un terribile fatto della nostra vita, uno sbaglio epocale, oppure un torto subito? E allora che cosa succede alla memoria "collettiva" al "senso comune" che ci dice che il mondo va a rotoli, si sta sempre peggio, una volta era meglio ? Dati smentiscono questo: partiamo dalle guerre , ad esempio. I crudi dati del cumulo di morti alla fine di ogni conflitto ci dice che in questo momento ( 2023 ) non ce la passiamo affatto male rispetto a quello che è successo un secolo fa. L'obiezione ovvia è: forse è vero, ma IO sto peggio. Ed è qui che arriva il termine " policrisi ". Un intrecciarsi di pi...

#29 La mancanza delle competenze

  Spesso nella narrativa comune del nostro paese ( e di altri ) sentiamo che mancano le competenze. Abbiamo letto online, prima come un "meme" o "battuta", poi sempre più seriamente situazioni nelle quali per entrare nel mondo di lavoro si entra ma è richiesta esperienza. Un ossimoro o discrepanza che rende il tutto più assurdo ( più assurdo di quello che è già ), ma che rispecchia un mondo che misura tutto in termini di denaro . Ma allora una società come la nostra, sempre di corsa, sempre a caccia di più denaro, più profitto, più soldi ( perché vivere costa, certo, ma anche perché abbiamo tanti lussi che vogliamo non perdere! ), dove le trova queste competenze? Parlandoci abbiamo capito assieme che le competenze se ci sono, sono spesse messe in ombra da chi è sopra nella gerarchia, perché non sia mai che uno bravo possa fare carriera sopra di me, oppure si fanno solo cambiando lavoro spesso. Tutto questo a nostro giudizio è vero, certo, ma manca il punto. La vera ...

#28 Re-ingegnerizzare il pianeta

  Sappiamo che un tema delicato sotto molti punti di vista, ma va affrontato. Non nel senso del clima di per sé, ma dei limiti che vogliamo porre alle modifiche da apportare ad un ambiente naturale, che dopo l'ultimo secolo, di solo naturale non ha quasi più nulla. Partiamo come spunto da questo articolo , che spiega alcuni esempi di come si può modificare il clima in modo limitato, ma appunto sono.. esperimenti. La parte interessante a nostro avviso è la portata delle modifiche: collettivamente come specie possiamo modificare il nostro ambiente in molto delle sue parti. La terra estraendo materiali sempre più in profondità . Negli oceani estraendo sempre più risorse e scaricando il risultato della lavorazione. Nell'aria rilasciando sempre più sostanze. Nello spazio portando sempre più materiale fuori dalla nostra atmosfera. Questo ha un costo, in termini dell'ambiente nel quale viviamo, ma ha un costo per noi. Ci stiamo staccando come specie sempre più dall'ambiente ch...

#27 Etichette

  Nel nostro incessante lavoro di ri-organizzazione della realtà nella nostra testa, ci accorgiamo come non sempre il modello di realtà nella nostra testa ha un fondamento nella realtà. Ed è così che torniamo  ancora una volta a questa citazione: Tutto ciò che sentiamo è un'opinione, non un fatto. Tutto ciò che vediamo è una prospettiva, non la verità - Marco Aurelio In un mondo dominato dagli inganni, il primo è quello nella nostra testa! Pensare, guidati dall'arroganza, di aver capito tutto, ti aver ridotto la complessità della vita in semplici modelli che teniamo nel palmo della nostra mano. E quanto stupore quando, inevitabilmente, quei modelli vanno in crisi. Una crisi piccola o grande, non importa. Ed è a questo punto una frase ci ha colto in pieno " ..in fondo se veniamo etichettati in un certo modo, alla fine ti aspetti che quell'etichetta sia sempre vera, no ? " Si è vero! E' vero nel senso che l'etichettare, modellare, semplificare una persona al...

#26 La storia presente

  Siamo andati indietro nel tempo e nel futuro col nostro pensiero . Ma è un inganno, una semplificazione del nostro cervello per dare un senso all'infinito susseguirsi di istanti che si muove attorno a noi. Di molti non siamo neppure coscienti, tanto il nostro cervello si forma lentamente . Eppure, eppure, che significato ha per noi il susseguirsi di questi istanti, che formano il presente ? Ha un senso, prima di tutto ? O sono solo tappe verso un futuro "leggendario", che in fondo.. non esiste, noi costanti in attesa di un inesistente Godot?  E' per questo che a metà di questo percorso di un anno consigliamo la lettura del Deserto dei tartari , di Dino Buzzati. Non è l'elogio al libro, ma all'idea: ma noi, questo presente.. a cosa lo stiamo consacrando ? Al lavoro, alla carriera, alla famiglia, al divertimento ? E di noi, cosa resta ?

#25 Le prime onde omologate

  Le prime onde stanno già arrivando. Pare che amazon sia invaso di libri autogenerati e come risposta alcuni software sono stati creati per capire quali sono i testi generati automaticamente e quali no. Anche questo blog potrebbe essere autogenerato e non lo sapreste mai. Il punto vero è andare oltre la guerra dell'attenzione e del marketing dell'IA , per arrivare al nocciolo della questione. Il cambiamento è inevitabile, costante, benvenuto. Ultimamente parlando, al bar, con una cassiera abbiamo detto come battuta, involontaria " che noia se tutti ordinassero lo stesso caffé ". La reazione è stata dell'interessata un sorriso ed un altrettanto involontario " insomma.. " Ed è su questo punto che ci interroghiamo. Se arriviamo da un sistema da catena di montaggio, dove per dare da mangiare, da vestire, da guidare a tutti era inevitabile, ci stiamo muovendo oltre, da tanti decenni. Si è arrivati a poter pubblicare un libro da soli ( consigliamo la lettur...

#24 Solo nella felicità

  Ricordiamo ancora i grandi concerti, quelli "di una volta", non perché non esistono più, solo sono i più vividi nei nostri ricordi. Ed è in uno di questi momenti che siamo staccati dal nostro gruppo, in mezzo a sconosciuti. La musica si alza, il caos dilaga ed i volti, i corpi, i movimenti attorno a noi sono conosciuti, alieni. E' in uno di questi momenti che abbiamo pensato di esserci persi, da soli, nella folla . Un controsenso, se vogliamo, visto che poco tempo dopo il gruppo si è riformato, i volti familiari, i "soliti", rassicuranti. Che sia perché l' uomo è un animale sociale , oppure cerchiamo nel piccolo gruppo rassicurante gli alleati per difenderci dai predatori, ma rimane quella sensazione di isolamento, di separazione. Chi sono io, senza il mio gruppo ? Ed è qui che siamo giunti ad una considerazione, forse cinica: " siamo soli nella felicità, come nel dolore e nella morte ". Avendo come unici strumenti quelli della comunicazione a no...

#23 Indifferenza totale

  Nell'era del mondo iperconnesso, ma al tramonto della globalizzazione di questi ultimi anni, non siamo più vicini. Ci siamo cullati nell'idea delle frontiere aperte, del mondo più piccolo e della fine della storia, cercando di avvicinarci gli uni gli altri. Eppure le differenze sono sempre lì e anche se volessimo colmarle, lo sforzo è notevole, sia per il singolo, per un gruppo, per l'intera società. Ed è qui che arriva l' indifferenza totale , ovvero la soluzione del tempo contemporaneo alla complessità: non mi colpisce direttamente ? Non mi interessa . E chi siamo noi per biasimare questo approccio? Analizzandolo a fondo siamo giunti alla conclusione che giudicare senza conoscere è sempre pericoloso e nonostante il nostro istinto ed i nostri pregiudizi, vale la pena di fermarsi e pensare. Se la maggior parte delle persone attorno vivono nell'indifferenza totale, noi cosa possiamo fare? Forse nulla, probabilmente poco. Un tempo ci saremmo detti di informarsi, cap...

#22 Valori per il futuro

Nella tempesta cognitiva di un futuro che è già passato (perché diciamocelo quando ci siamo accorti del cambiamento, è già successo!), non otteniamo forse qualcosa come ritorno? Secondo noi si, otteniamo la maturazione di una consapevolezza che va oltre quello che abbiamo vissuto, sempre se ci fermiamo a meditare su quanto appreso. Gli errori, le scelte, le vittorie, tutto concorda e compone il nostro presente. Ma ci sono voce che arrivano dal passato ( o dal futuro ) e per le quali è l'insieme della nostra fragile memoria a farla da padroni. Voci dei nostri genitori, nonni, amici, zii, chiunque ci è stato attorno prima di diventare coscienti e poi via via negli anni della formazione, fino a farci diventare quello che siamo. E guardando la nuova generazione che cresce, che sperimenta, viene da chiedersi come mille generazioni prima di noi: faranno i nostri stessi sbagli? Avranno le nostre stesse gioie, dolori, tragedie? Sarà meglio o peggio? Ed io cosa posso fare ? E qui arrivano i...

#21 La pausa dell'intelligenza artificiale

Oggi parliamo di due temi che abbiamo già collegato in passato: intelligenza artificiale e limiti. Da un lato la promessa del culmine di una tecnologia che diventa quasi-senziente (quasi quanto ?) e che nell'atto pratico riduca la complessità della tecnologia fino a farla diventare trasparente all'utilizzo umano. Dall'altra parte il dibattito che viene generato ad arte nella rete degli inganni , dove noi stessi siamo la moneta nell'economia dell'attenzione   il vero tesoro è capire il sottile limite tra umano, post umano e mezzo umano . Noi però non dividiamo il dibattito in due parti, lo guardiamo su più dimensioni, valutandolo non come un pezzo unico, ma come più parti dello stesso. Nella nostra curiosità non può che saltare all'occhio la proposta di una pausa allo sviluppo delle intelligenze artificiali , motivata certo da preoccupazioni ben argomentate .. oppure no, fatevi pure un'idea in prima persona leggendo il collegamento. Quello che conta veramente...