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Visualizzazione dei post con l'etichetta passato

#35 Ritorno all'antico

  Certo Roma ha il suo fascino, ma non è questo il punto. Il punto sono le relazioni. A volte ritornano, come si sa. Amici che non si vedono da molto tempo che si fanno risentire, propongono, organizzano, poi scompaiono. A noi sembra il naturale evolversi delle relazioni: la scoperta dell'altro, l’ affibbiare un'etichetta , la frequentazione se utile e necessario, il perdersi di vista. Non siamo cinici, forse un pò, ma realisti. Ancora una volta il tempo è un limite che ci viene imposto dall'esterno e sul quale non abbiamo controllo. Possiamo solo controllare come investirlo (odiamo usare questa parola dalla connotazione finanziaria/economica!) ed usarlo al meglio. Forse quel compagno di scuola ancora si ricorderà di noi. Oppure si ricorderà solo dei nostri sbagli. Oppure quella persona con la quale abbiamo condiviso un pò del cammino deciderà di ricordare qualcosa di meglio. Oppure ci farà ancora più male. Il punto qui è che se un rapporto è finito in rovine, un motivo di ...

#26 La storia presente

  Siamo andati indietro nel tempo e nel futuro col nostro pensiero . Ma è un inganno, una semplificazione del nostro cervello per dare un senso all'infinito susseguirsi di istanti che si muove attorno a noi. Di molti non siamo neppure coscienti, tanto il nostro cervello si forma lentamente . Eppure, eppure, che significato ha per noi il susseguirsi di questi istanti, che formano il presente ? Ha un senso, prima di tutto ? O sono solo tappe verso un futuro "leggendario", che in fondo.. non esiste, noi costanti in attesa di un inesistente Godot?  E' per questo che a metà di questo percorso di un anno consigliamo la lettura del Deserto dei tartari , di Dino Buzzati. Non è l'elogio al libro, ma all'idea: ma noi, questo presente.. a cosa lo stiamo consacrando ? Al lavoro, alla carriera, alla famiglia, al divertimento ? E di noi, cosa resta ?

#22 Valori per il futuro

Nella tempesta cognitiva di un futuro che è già passato (perché diciamocelo quando ci siamo accorti del cambiamento, è già successo!), non otteniamo forse qualcosa come ritorno? Secondo noi si, otteniamo la maturazione di una consapevolezza che va oltre quello che abbiamo vissuto, sempre se ci fermiamo a meditare su quanto appreso. Gli errori, le scelte, le vittorie, tutto concorda e compone il nostro presente. Ma ci sono voce che arrivano dal passato ( o dal futuro ) e per le quali è l'insieme della nostra fragile memoria a farla da padroni. Voci dei nostri genitori, nonni, amici, zii, chiunque ci è stato attorno prima di diventare coscienti e poi via via negli anni della formazione, fino a farci diventare quello che siamo. E guardando la nuova generazione che cresce, che sperimenta, viene da chiedersi come mille generazioni prima di noi: faranno i nostri stessi sbagli? Avranno le nostre stesse gioie, dolori, tragedie? Sarà meglio o peggio? Ed io cosa posso fare ? E qui arrivano i...

#17 Voci dal passato

Immaginate un futuro, non troppo lontano, diciamo qualche anno o qualche decennio. Potreste essere morti, oppure no. Quello che resta di voi è insieme reale e non reale. Tangibile e non tangibile. E non parliamo di anima. Parliamo di qualcosa di terreno. Parliamo dei vostri libri, dei vostri vestiti, dei vostri oggetti. Eppure al contempo si è aggiunta un'altra dimensione, quella di internet. Avete lasciato dietro di voi scritti, parole, video, immagini, interazioni, like, tweet, documenti, tracce. Un instancabile segugio segue queste tracce, le mette in fila: non per usarle contro di voi, ma per voi. Le usa per ridarvi la voce, imitare il vostro stile di scrittura, il vostro di modo di parlare, perfino la vostra faccia. Ma non siete voi. E' qualcos'altro. Un ibrido tra un'intelligenza artificiale ed un sofisticato algoritmo. Che interagisce coi vostri amici, coi vostri cari, figli, nipoti. Forse dice qualcosa di buono, di sensato dal vostro punto di vista. Ma può esser...