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Visualizzazione dei post con l'etichetta memoria

#40 Il secondo cervello

  Come se uno non bastasse, da tempo abbiamo scoperto che ne esistono molteplici, dentro di noi.  Non una sorpresa, dopo aver scoperto, diventando adulti, che la complessità del mondo che ci circonda esige più sistemi che si specializzano in modi sempre più sofisticati per raggiungere un obbiettivo. E' quindi con interesse che abbiamo letto questo post , che va incontro ad un'idea singolare: costruire un secondo cervello dentro un computer. Non una sistema biologico, non una macchina, ma un archivio delle nostre idee, riflessioni, passioni, spunti, che all'occorrenza possano diventare un sistema di "backup". Non mi ricordo una cosa? Lo chiedo al mio secondo cervello. Ed attenzione non parliamo di sistemi "AI" come ChatGPT o Bard, ma un qualcosa di più personale, strutturato come vogliamo noi. Siamo sostanzialmente in accordo con l'autore dell'articolo che si domanda se è uno spreco di energie o utile. E pensiamo che allo stato attuale lo sia, ma...

#30 Policrisi

  La nostra memoria ci fa scherzi interessanti. Come il resto della nostra struttura è un sistema complesso , fatto di più parti che collaborano tra di loro, per darci quel supporto che rende gli avvenimenti del presente fissati nel passato. La memoria può essere alterata e modificata, anche senza dolo o malizia, da noi stessi. Quante volte avremmo voluto dimenticare un terribile fatto della nostra vita, uno sbaglio epocale, oppure un torto subito? E allora che cosa succede alla memoria "collettiva" al "senso comune" che ci dice che il mondo va a rotoli, si sta sempre peggio, una volta era meglio ? Dati smentiscono questo: partiamo dalle guerre , ad esempio. I crudi dati del cumulo di morti alla fine di ogni conflitto ci dice che in questo momento ( 2023 ) non ce la passiamo affatto male rispetto a quello che è successo un secolo fa. L'obiezione ovvia è: forse è vero, ma IO sto peggio. Ed è qui che arriva il termine " policrisi ". Un intrecciarsi di pi...

#19 Non siamo macchine, ma organismi

In principio, credevamo. Credevamo in qualcosa di più grande, perfino dei nostri genitori. Qualcosa che governasse il sole, la pioggia, la fame, la morte. Poi col passare del tempo, questa credenza è cambiata. Abbiamo iniziato a credere in noi stessi, nelle nostre leggi, nelle persone, nelle idee. Poi abbiamo iniziato a credere che le nostre macchine, con un'anima, uno scopo superiore, potessero diventare qualcosa di meglio di noi, compiendo il giro completo del discorso e tornando a credere in qualcosa di più grande. Ma è arrivando a questo articolo , che vogliamo concentrare la nostra attenzione oggi. Noi non siamo macchine . Questo è un dibattito lungo come la storia, ma se abbiamo scelto l'ingranaggio (e non il computer, non il robot, o il carro) è per ribadire quel concetto antico, quasi ottocentesco della grande macchina, del grande ingranaggio. Noi siamo più del nostro lavoro. Noi siamo più delle nostre scelte. Noi siamo più dei nostri errori. E anche se tutto questo ci ...

#15 Il ciclo infinito

  La storia è ciclica? Ce lo siamo chiesti più volte, bloccati come siamo singolarmente in un percorso fissato: si nasce, si cresce, ci si riproduce, si muore. Non singolarmente bloccati in questo ciclo, ma come specie. Bloccati in un serpente che si morde la coda , che riportiamo come immagine di questo post non per i suoi significati esoterici, ma per il suo significato nel mondo di ogni giorno. Bloccati in un ciclo infinito di abitudini sulle quali non abbiamo il controllo. Bloccati in un lavoro che forse non è quello che vogliamo. Bloccati con persone che non sono quelle giuste. E se come singoli siamo bloccati, peggio fa la società, continuando a tornare sugli stessi errori di sempre: guerra, odio, distruzione, avidità. Cosa rimane allora di quella scelta, di quella consapevolezza che ci è tanto cara?  Ci rimane la possibilità, in ogni momento, come con la televisione, di prendere il telecomando e spegnere un attimo. Meditare sulle nostre abitudini e capire cosa ci giova...

#8 Accelerando nella rimozione collettiva

La rimozione dalla memoria collettiva è un espediente usato millenni fa. Se la realtà è quello che decidiamo assieme che sia, allora chi ci governa può decidere di cancellare le tracce di ogni fatto, ogni avvenimento, ogni riferimento ad una persona. Questa è stata la " damnatio memoriae " ai tempi dei romani. Al giorno d'oggi la nostra vita è traslata , o meglio scivolata , sul web ed esiste il " diritto all'oblio " esplicito. C'è chi ha la forza di esercitarlo, ma noi oggi non vogliamo parlare di un caso specifico. Non è una persona, sulla quale è in atto la rimozione collettiva. E' un virus , il covid . Le nostre viste, tre anni fa, erano dettate da questo virus: non importa cosa pensi, se sei pro, contro, vaccino o no. Quella era la realtà creata dalla narrazione . Guardandoci indietro vediamo però che la narrazione che oggi ci viene data, nel travolgente flusso delle informazioni che ci travolge, lo ha relegato da prima serata... a titolo di cod...