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#8 Accelerando nella rimozione collettiva

https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Septimusseverustondo.jpg

La rimozione dalla memoria collettiva è un espediente usato millenni fa.

Se la realtà è quello che decidiamo assieme che sia, allora chi ci governa può decidere di cancellare le tracce di ogni fatto, ogni avvenimento, ogni riferimento ad una persona. Questa è stata la "damnatio memoriae" ai tempi dei romani.

Al giorno d'oggi la nostra vita è traslata, o meglio scivolata, sul web ed esiste il "diritto all'oblio" esplicito. C'è chi ha la forza di esercitarlo, ma noi oggi non vogliamo parlare di un caso specifico. Non è una persona, sulla quale è in atto la rimozione collettiva.

E' un virus, il covid.

Le nostre viste, tre anni fa, erano dettate da questo virus: non importa cosa pensi, se sei pro, contro, vaccino o no. Quella era la realtà creata dalla narrazione.

Guardandoci indietro vediamo però che la narrazione che oggi ci viene data, nel travolgente flusso delle informazioni che ci travolge, lo ha relegato da prima serata... a titolo di coda.

Eppure il virus, nonostante i vaccini, ancora miete vittime in giro per il mondo, con le sue varianti.

I dati ufficiali, da inizio pandemia Covid riportano 186000 morti (fonte) in Italia.

In confronto, la prima guerra mondiale ha causato 1240000 morti (fonte), la seconda guerra mondiale 472000 morti (fonte), la spagnola 600000 (fonte).


Una critica che ci viene mossa è quella di comparare eventi tra di loro molto lontani sia per tipo (guerre ed epidemie) che per tempo (un secolo e più di mezzo secolo fa): lo capiamo e lo accettiamo. La nostra vuole essere un'analisi dall'alto: non entriamo nei dettagli per ora.

Quello che differenzia questi eventi, in modo così eclatante a nostro avviso è la velocità di rimozione collettiva.

Se infatti sulle guerre mondiali ci sono monumenti a ricordarci l'importanza, libri, film, un'intera mitologia.. lo stesso non è per le epidemie. E' successo con la spagnola e sta succedendo col Covid.

Il nostro punto quindi è quello di evidenziare questa differenza di velocità, questa capacità (tutta umana!) di poter e voler dimenticare.

Le motivazioni, come sempre, la lasciamo al lettore, con uno spunto: fermandoti a riflettere, che cosa hai lasciato indietro nel tuo spazio di rimozione personale ?


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