Come se uno non bastasse, da tempo abbiamo scoperto che ne esistono molteplici, dentro di noi.
Non una sorpresa, dopo aver scoperto, diventando adulti, che la complessità del mondo che ci circonda esige più sistemi che si specializzano in modi sempre più sofisticati per raggiungere un obbiettivo.
E' quindi con interesse che abbiamo letto questo post, che va incontro ad un'idea singolare: costruire un secondo cervello dentro un computer.
Non una sistema biologico, non una macchina, ma un archivio delle nostre idee, riflessioni, passioni, spunti, che all'occorrenza possano diventare un sistema di "backup".
Non mi ricordo una cosa? Lo chiedo al mio secondo cervello.
Ed attenzione non parliamo di sistemi "AI" come ChatGPT o Bard, ma un qualcosa di più personale, strutturato come vogliamo noi.
Siamo sostanzialmente in accordo con l'autore dell'articolo che si domanda se è uno spreco di energie o utile.
E pensiamo che allo stato attuale lo sia, ma unito con un sistema AI "mio", potrebbe diventare un compagno inseparabile in un futuro non troppo lontano.
Perché dovremmo ricevere la stessa risposta di tutti gli altri ad una domanda che ci siamo già posti anni fa e sulla quale abbiamo già riflettuto ?
Forse è questo il problema: ma noi abbiamo già riflettuto su quella questione, quella domanda in primis ?
