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Visualizzazione dei post con l'etichetta comunicazione

#47 Amici

      Chi sono gli amici ?   La famiglia che ci siamo scelti, non quello che abbiamo per via della biologia?    O ancora il frutto del caso?   Ci siamo chiesti questo, guardandoci negli occhi e cercando non solo di capire a quale clan, tribù, gruppo apparteniamo, ma anche chi siamo. Ci conosciamo veramente? Abbiamo mai il tempo di fermarci e pensare se oltre le mille maschere che ci siamo mostrati (annoiati, arrabbiati, intelligenti, saggi, felici, tristi) c'è qualcos'altro ? E' per questo, con l'avanzare del tempo che l'uso di questa parola è sempre più un lusso da centellinare, usare con cura. E' un giardino nel quale pochi sono invitati e pochissimi vogliono restare. L'esercizio che ci siamo dati è pensare se e quanto conosciamo chi ci sta attorno e provare a parlarci: chiedere come ci si sente, come va, che sogni, incubi, aspettative si hanno. Ed ascoltare, in silenzio.

#44 Le vite degli altri

  A volte ci raccontiamo una realtà che non esiste ed è il realizzarsi di questa consapevolezza che spinge verso l'interno. Chi sono io? Cosa voglio ? Cosa offro ? Ma nel frattempo che lavoriamo su noi stessi, all'esterno esiste un "multiverso" fatto di miriadi di persone che hanno al loro interno la nostra stessa complessità. Ma non parliamo della complessità per sé, ma del lavoro che dobbiamo fare al nostro interno per controllare il nostro lato cattivo. Non perché esista un lato buono in contrapposto, ma perché la nostra lingua è come un serpente. Ed è qui che dobbiamo esercitare il nostro autocontrollo ed autoconsapevolezza: coltivare buoni pensieri, dire parole buone, far seguire buoni atti. Solo così possiamo dire di crescere noi stessi, prima di confrontarci con le vite degli altri.

#36 Ragione ed emozione

  Nelle ultime settimane, complice il caldo dell'estate, ci siamo soffermati anche su noi stessi. Noi cosa siamo? Siamo una mente razionale, fatta di logica, oppure una mente fatta di emozioni. Oppure entrambe? A questo quesito non abbiamo una risposta semplice, per questo seguiamo le nostre intuizioni, guardando con sguardo curioso attorno a noi. Qual è il messaggio che ci viene dalla società, dai media ? E' duplice, come sembra essere duplice la natura del nostro essere: da una parte una mente adulta deve essere razionale (lavoro, responsabilità, famiglia, impegni) eppure al contempo deve seguire l'irrazionale, il sentimento (amore, intuizione, sogni). Questo non fa altro che aumentare la nostra confusione sul tema. Parlandoci abbiamo quindi capito che non esiste una soluzione semplice, perché come spiega molto bene il diagramma di cui sopra, tutti abbiamo parti diverse dentro di noi. E se da una parte interrogarsi da soli è importante, dall'altra il confronto lo è an...

#27 Etichette

  Nel nostro incessante lavoro di ri-organizzazione della realtà nella nostra testa, ci accorgiamo come non sempre il modello di realtà nella nostra testa ha un fondamento nella realtà. Ed è così che torniamo  ancora una volta a questa citazione: Tutto ciò che sentiamo è un'opinione, non un fatto. Tutto ciò che vediamo è una prospettiva, non la verità - Marco Aurelio In un mondo dominato dagli inganni, il primo è quello nella nostra testa! Pensare, guidati dall'arroganza, di aver capito tutto, ti aver ridotto la complessità della vita in semplici modelli che teniamo nel palmo della nostra mano. E quanto stupore quando, inevitabilmente, quei modelli vanno in crisi. Una crisi piccola o grande, non importa. Ed è a questo punto una frase ci ha colto in pieno " ..in fondo se veniamo etichettati in un certo modo, alla fine ti aspetti che quell'etichetta sia sempre vera, no ? " Si è vero! E' vero nel senso che l'etichettare, modellare, semplificare una persona al...

#24 Solo nella felicità

  Ricordiamo ancora i grandi concerti, quelli "di una volta", non perché non esistono più, solo sono i più vividi nei nostri ricordi. Ed è in uno di questi momenti che siamo staccati dal nostro gruppo, in mezzo a sconosciuti. La musica si alza, il caos dilaga ed i volti, i corpi, i movimenti attorno a noi sono conosciuti, alieni. E' in uno di questi momenti che abbiamo pensato di esserci persi, da soli, nella folla . Un controsenso, se vogliamo, visto che poco tempo dopo il gruppo si è riformato, i volti familiari, i "soliti", rassicuranti. Che sia perché l' uomo è un animale sociale , oppure cerchiamo nel piccolo gruppo rassicurante gli alleati per difenderci dai predatori, ma rimane quella sensazione di isolamento, di separazione. Chi sono io, senza il mio gruppo ? Ed è qui che siamo giunti ad una considerazione, forse cinica: " siamo soli nella felicità, come nel dolore e nella morte ". Avendo come unici strumenti quelli della comunicazione a no...