Chi sono gli amici ?
La famiglia che ci siamo scelti, non quello che abbiamo per via della biologia?
O ancora il frutto del caso?
Ci siamo chiesti questo, guardandoci negli occhi e cercando non solo di capire a quale clan, tribù, gruppo apparteniamo, ma anche chi siamo.
Ci conosciamo veramente? Abbiamo mai il tempo di fermarci e pensare se oltre le mille maschere che ci siamo mostrati (annoiati, arrabbiati, intelligenti, saggi, felici, tristi) c'è qualcos'altro ?
E' per questo, con l'avanzare del tempo che l'uso di questa parola è sempre più un lusso da centellinare, usare con cura. E' un giardino nel quale pochi sono invitati e pochissimi vogliono restare.
L'esercizio che ci siamo dati è pensare se e quanto conosciamo chi ci sta attorno e provare a parlarci: chiedere come ci si sente, come va, che sogni, incubi, aspettative si hanno.
Ed ascoltare, in silenzio.