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#30 Policrisi

 

muro crepe

La nostra memoria ci fa scherzi interessanti.

Come il resto della nostra struttura è un sistema complesso, fatto di più parti che collaborano tra di loro, per darci quel supporto che rende gli avvenimenti del presente fissati nel passato.

La memoria può essere alterata e modificata, anche senza dolo o malizia, da noi stessi.

Quante volte avremmo voluto dimenticare un terribile fatto della nostra vita, uno sbaglio epocale, oppure un torto subito?

E allora che cosa succede alla memoria "collettiva" al "senso comune" che ci dice che il mondo va a rotoli, si sta sempre peggio, una volta era meglio ?

Dati smentiscono questo: partiamo dalle guerre, ad esempio.

I crudi dati del cumulo di morti alla fine di ogni conflitto ci dice che in questo momento ( 2023 ) non ce la passiamo affatto male rispetto a quello che è successo un secolo fa.

L'obiezione ovvia è: forse è vero, ma IO sto peggio.

Ed è qui che arriva il termine "policrisi".

Un intrecciarsi di più problemi, piccoli e grandi, così intricato che il nostro cervello non riesce neppure ad immaginarlo ( o forse non lo vogliamo veramente ), ne a gestirlo completamente.

E questo non è peggiore o migliore rispetto ad un tempo è che al giorno d'oggi abbiamo accesso a così tante informazioni che siamo storditi, presi d'assalto da così tanti temi fuori dalla nostra sfera di controllo ed esperienza diretta, che abbiamo, comprensibilmente... paura.

Paura che può diventare rabbia, disillusione, terrore o apatia.

A nostro avviso dietro a questa reazione naturale, si nasconde la policrisi di ognuno di noi, che senza avere il faro della memoria, naviga a vista nei mari dei tempi moderni.

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