In principio, credevamo.
Credevamo in qualcosa di più grande, perfino dei nostri genitori. Qualcosa che governasse il sole, la pioggia, la fame, la morte. Poi col passare del tempo, questa credenza è cambiata.
Abbiamo iniziato a credere in noi stessi, nelle nostre leggi, nelle persone, nelle idee.
Poi abbiamo iniziato a credere che le nostre macchine, con un'anima, uno scopo superiore, potessero diventare qualcosa di meglio di noi, compiendo il giro completo del discorso e tornando a credere in qualcosa di più grande.
Ma è arrivando a questo articolo, che vogliamo concentrare la nostra attenzione oggi.
Noi non siamo macchine.
Questo è un dibattito lungo come la storia, ma se abbiamo scelto l'ingranaggio (e non il computer, non il robot, o il carro) è per ribadire quel concetto antico, quasi ottocentesco della grande macchina, del grande ingranaggio.
Noi siamo più del nostro lavoro.
Noi siamo più delle nostre scelte.
Noi siamo più dei nostri errori.
E anche se tutto questo ci rende qualcosa di più, trovare quel qualcosa di più, quel tempo, spazio, luogo che ci definisce è il percorso di una vita.
E quindi non arrendiamoci ancora a diventare macchine, computer, robot, braccia al soldo per qualcun altro. Decidiamo noi chi vogliamo essere!
