Da un lato la promessa del culmine di una tecnologia che diventa quasi-senziente (quasi quanto ?) e che nell'atto pratico riduca la complessità della tecnologia fino a farla diventare trasparente all'utilizzo umano.
Dall'altra parte il dibattito che viene generato ad arte nella rete degli inganni, dove noi stessi siamo la moneta nell'economia dell'attenzione il vero tesoro è capire il sottile limite tra umano, post umano e mezzo umano.
Noi però non dividiamo il dibattito in due parti, lo guardiamo su più dimensioni, valutandolo non come un pezzo unico, ma come più parti dello stesso.
Nella nostra curiosità non può che saltare all'occhio la proposta di una pausa allo sviluppo delle intelligenze artificiali, motivata certo da preoccupazioni ben argomentate .. oppure no, fatevi pure un'idea in prima persona leggendo il collegamento.
Quello che conta veramente è per la prima volta (in tempi recenti), l'inizio di quel processo che scaturisce dalla nostra domanda: ed io, che faccio ?
Che faccio se il mio lavoro viene distrutto dall'innovazione ? ( Lasciamo da parte l'intelligenza artificiale per un attimo.. ).
Che faccio se domani la mia azienda è fuori mercato ?
Che faccio se un intero sistema crolla sotto i colpi dell'innovazione ?
Riteniamo queste domande utili e ancora di più l'emergere di posizioni rilevanti (guardate i firmatari.. ) nel mondo che pongono la domanda, prima che tutto sfugga di mano.
Ma il genio nella lampada non è facile da farlo ritornare, questo ancora una volta la saggezza di secoli ce lo insegna..