Quante volte ti sei morso la lingua?
Guardandoci indietro, molti negli ultimi due anni che abbiamo conosciuto sono stati in silenzio.
All'esterno.
All'interno in molti stanno bollendo di pensieri, giudizi, paure. Non solo per quanto riguarda il Covid ( velocemente rimosso dalla memoria collettiva ), ma anche e soprattutto, nei rapporti personali.
C'è chi sta in silenzio adesso, perché sa che se parla, viene additato come complottista.
C'è chi sta in silenzio perché. se parla, crea fratture coi suoi amici.
C'è chi sta in silenzio perché la pace in famiglia è importante.
C'è chi sta in silenzio perché non ha il tempo ( o non vuole ) fermarsi a pensare, vista la velocità dei cambiamenti.
Allora noi vogliamo invece parlare e sollevare un'altra domanda: è il silenzio, per assurdo, il male del nostro tempo ?
Abbiamo internet, i social, le app, gli smartphone.Ma riusciamo a comunicare ? Riusciamo davvero a sederci, articolare le nostre idee, attendere che l'altro ( o gli altri ) formulino la loro risposta. O forse, come spesso vediamo, il tempo dedicato all'altro, all'ascolto.. è solo una pausa che non influisce su quello che intendiamo dire ?
E allora quello che proponiamo è di cercare il confronto a piccole dosi: prima con le persone che conosciamo meglio, poi con persone che conosciamo meno.
La mancanza di confronto è un impoverimento e l'unica arma è l'ascolto, l'analisi e la risposta.
Certo, dobbiamo trovare qualcuno realmente disposto ad ascoltare.
