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Visualizzazione dei post da giugno, 2023

#26 La storia presente

  Siamo andati indietro nel tempo e nel futuro col nostro pensiero . Ma è un inganno, una semplificazione del nostro cervello per dare un senso all'infinito susseguirsi di istanti che si muove attorno a noi. Di molti non siamo neppure coscienti, tanto il nostro cervello si forma lentamente . Eppure, eppure, che significato ha per noi il susseguirsi di questi istanti, che formano il presente ? Ha un senso, prima di tutto ? O sono solo tappe verso un futuro "leggendario", che in fondo.. non esiste, noi costanti in attesa di un inesistente Godot?  E' per questo che a metà di questo percorso di un anno consigliamo la lettura del Deserto dei tartari , di Dino Buzzati. Non è l'elogio al libro, ma all'idea: ma noi, questo presente.. a cosa lo stiamo consacrando ? Al lavoro, alla carriera, alla famiglia, al divertimento ? E di noi, cosa resta ?

#25 Le prime onde omologate

  Le prime onde stanno già arrivando. Pare che amazon sia invaso di libri autogenerati e come risposta alcuni software sono stati creati per capire quali sono i testi generati automaticamente e quali no. Anche questo blog potrebbe essere autogenerato e non lo sapreste mai. Il punto vero è andare oltre la guerra dell'attenzione e del marketing dell'IA , per arrivare al nocciolo della questione. Il cambiamento è inevitabile, costante, benvenuto. Ultimamente parlando, al bar, con una cassiera abbiamo detto come battuta, involontaria " che noia se tutti ordinassero lo stesso caffé ". La reazione è stata dell'interessata un sorriso ed un altrettanto involontario " insomma.. " Ed è su questo punto che ci interroghiamo. Se arriviamo da un sistema da catena di montaggio, dove per dare da mangiare, da vestire, da guidare a tutti era inevitabile, ci stiamo muovendo oltre, da tanti decenni. Si è arrivati a poter pubblicare un libro da soli ( consigliamo la lettur...

#24 Solo nella felicità

  Ricordiamo ancora i grandi concerti, quelli "di una volta", non perché non esistono più, solo sono i più vividi nei nostri ricordi. Ed è in uno di questi momenti che siamo staccati dal nostro gruppo, in mezzo a sconosciuti. La musica si alza, il caos dilaga ed i volti, i corpi, i movimenti attorno a noi sono conosciuti, alieni. E' in uno di questi momenti che abbiamo pensato di esserci persi, da soli, nella folla . Un controsenso, se vogliamo, visto che poco tempo dopo il gruppo si è riformato, i volti familiari, i "soliti", rassicuranti. Che sia perché l' uomo è un animale sociale , oppure cerchiamo nel piccolo gruppo rassicurante gli alleati per difenderci dai predatori, ma rimane quella sensazione di isolamento, di separazione. Chi sono io, senza il mio gruppo ? Ed è qui che siamo giunti ad una considerazione, forse cinica: " siamo soli nella felicità, come nel dolore e nella morte ". Avendo come unici strumenti quelli della comunicazione a no...

#23 Indifferenza totale

  Nell'era del mondo iperconnesso, ma al tramonto della globalizzazione di questi ultimi anni, non siamo più vicini. Ci siamo cullati nell'idea delle frontiere aperte, del mondo più piccolo e della fine della storia, cercando di avvicinarci gli uni gli altri. Eppure le differenze sono sempre lì e anche se volessimo colmarle, lo sforzo è notevole, sia per il singolo, per un gruppo, per l'intera società. Ed è qui che arriva l' indifferenza totale , ovvero la soluzione del tempo contemporaneo alla complessità: non mi colpisce direttamente ? Non mi interessa . E chi siamo noi per biasimare questo approccio? Analizzandolo a fondo siamo giunti alla conclusione che giudicare senza conoscere è sempre pericoloso e nonostante il nostro istinto ed i nostri pregiudizi, vale la pena di fermarsi e pensare. Se la maggior parte delle persone attorno vivono nell'indifferenza totale, noi cosa possiamo fare? Forse nulla, probabilmente poco. Un tempo ci saremmo detti di informarsi, cap...