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#37 Privato e pubblico e divisioni

 

L'argomento ci affascina e confrontandoci torniamo a discuterne periodicamente: meglio il pubblico o il privato? Meglio una direzione per il bene comune (e gli sprechi) o il profitto (e l'efficienza).

Per una volta le argomentazioni ci appartengono, avendole vissute nei nostri lavori entrambe, sia come fruitori di pubblici servizi come di privati.

Non c'è una decisione netta, una soluzione semplice. Ed è per questo che abbiamo scelto questa immagine, dove una parte del pubblico è privata ed una privata è pubblica.

Perché sono due realtà che si confrontano, completano, sfidano a vicenda se vogliamo.

Anche se sono completamente diverse, entrambe sono essenziali.

Siamo quindi partiti da molto lontano: dalla privatizzazione dello spazio.

Se mandare in orbita un carico utile è stato per due superpotenze un motivo di vanto (meno di apparenza, ma invece di molta sostanza), fino allo sbarco sulla luna, adesso è il tempo dei privati.

Da una parte abbiamo nazioni come l'India che sono arrivate allo spazio e fin sulla luna ed aziende (SpaceX che stanno rivoluzionando il settore).

Ed è qui, su questo punto, che entra in gioco l'argomentazione secondo noi più importante: la divisione.

Quello che è diviso sulla terra, è diviso anche nello spazio ed è qui il vero spreco: in un mondo perfetto, questa divisione non dovrebbe esserci ne sulla terra ne sullo spazio. Dovremmo collaborare per obbiettivi comuni, grandi e piccole le nazioni, come il pubblico col privato.

Ma è dal macro che vediamo i difetti nel micro, nel nostro microcosmo personale nel nostro cervello, da dove si generano queste divisioni.

Ed è per questo che lascio queste belle frasi:


Qualcuno che la sa lunga
mi spieghi questo mistero:
il cielo è di tutti gli occhi
di ogni occhio è il cielo intero.

È mio, quando lo guardo.
È del vecchio, del bambino,
del re, dell’ortolano,
del poeta, dello spazzino.

Non c’è povero tanto povero
che non ne sia il padrone.
Il coniglio spaurito
ne ha quanto il leone.

Il cielo è di tutti gli occhi,
ed ogni occhio, se vuole,
si prende la luna intera,
le stelle comete, il sole.

Ogni occhio si prende ogni cosa
e non manca mai niente:
chi guarda il cielo per ultimo
non lo trova meno splendente.

Spiegatemi voi dunque,
in prosa o in versetti,
perché il cielo è uno solo
e la Terra è tutta a pezzetti?

G.Rodari



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