Ci siamo interrogati su il perché di prendere un animale in casa.
Confrontando diverse esperienze, scelte, sensibilità e necessità, non abbiamo trovato una quadra, un assoluto. Se mai ci possa essere!
Quello che da un animale, è palese, è molto. Ci siamo detto che ci connette con qualcosa al di fuori di noi, diverso da noi, che però rispettiamo ed amiamo. Ci mostra qualcosa di noi che non pensavamo esistesse, perfino?
Dall'altra parte ci sono le necessità di un mondo nel quale prendere un animale, un gesto comune (molto comune!) non viene considerato e soppesato. L'animale è una responsabilità, in termini pratici, di tempo ( sempre il tempo!) e anche di costi. Non tutti possiamo permetterci (praticamente, spazialmente, economicamente ) un animale, eppure molti fanno questa scelta.
C'è dall'altra parte la visione della logica che dice che un animale ti limita: richiede molto, da molto poco. E non evolverà mai: non riuscirà mai ad andare oltre la sua natura (come noi). Questo a nostro avviso si avvicina pericolosamente con una visione "capitalista" di un animale: il mio tempo è denaro, l'animale non mi da denaro, quindi non lo considero.
E' quel tesoro che ognuno ha e che ognuno dovrebbe essere, in modo cosciente prima di se e poi dell'altro, decidere come usarlo.
Ed eccoci qui, alla fine del cerchio a domandarci: avremo fatto bene a prendere quell'animale? Cosa mi ha portato ? Cosa non mi ha portato ? Quanto mi è costato?
Ma forse non è questo il punto e bisogna solo guardare quegli occhi, così simili ai nostri (o anche molto diversi, in base all'animale) per capire che c'è un altro essere vivente che dipende da noi, in tutto e per tutto, o quasi. E che quell'essere vivente merita rispetto e non il capriccio di bambini adulti che prendono animali per disinteressarsene dopo pochi giorni, mesi, anni.
Altro contrario, questo vuole essere uno avvertimento per noi stessi. Un animale richiede una scelta, vera, profonda. Che non si ferma al primo pensiero del "voglio un animale", ma vada oltre.
