Parlando di persona, un po' di tempo abbiamo realizzato una cosa: la pensiamo in un modo diverso, anche se simile.
Date le notizie catastrofiche che ci vengono riversate addosso, abbiamo realizzato come una scelta va fatta. Dobbiamo fare qualcosa o restare in disparte? Quanto è sotto il nostro controllo (per ora) e quanto no ?
Sulla prima parte (le notizie catastrofiche) non serve che ricordiamo le notizie di guerra, carestia,cambiamento climatico, malattie. Tutto questo è davanti a tutti, anche troppo a nostro giudizio.
E' la parte sotto controllo invece nella quale ci siamo concentrati per più tempo.
"Tu lasceresti la tua casa, per andare all'estero?"
E' una domanda che ci siamo fatti e la risposta è stata netta e chiara (si, subito), pensierosa (vediamo) o sfumata (si, ma).
La vera domanda parlandone assieme è stata poi un'altra: dove? Nord Europa, dove i servizi funzionano, il futuro sembra più roseo. Oppure fuori dal nostro continente?
Non siamo giunti ad una decisione unanime, il che è un bene. Il confronto ci stimola a cercare la risposta migliore dentro di noi, confrontandola con chi è vicino a noi.
Parlando con altre persone dopo questo scambio abbiamo capito che un'altra domanda (diffidate di chi non fa mai domande... ) è un'altra "ma tu, se vai all'estero, cosa lasci ?".
