Passa ai contenuti principali

#16 Cultura di spettatori

 

https://en.wikipedia.org/wiki/File:Lasers_audience-scanning-in-rimini.jpg

Qua l’è il nostro ruolo ?

Siamo semplici spettatori delle nostre vite oppure protagonisti? E che cosa ci succede quando più protagonisti salgono sul palco ?

Ci siamo interrogati più volte anche su questo tema, cercando dentro di noi una risposta che forse non c'è e non c'è mai stata. Abbiamo letto online di paragoni, deformati dalla visione distorta del passato, su com'era il mondo prima degli smartphone. Prima le persone si parlavano, prima.

Eppure ricordiamo distintamente gli sms, le persone che non si parlavano.

E prima ancora ? Riuscivano le persone a parlarsi ?

Dai racconti della generazione prima della nostra, abbiamo appreso come questo problema c'è sempre stato. C'è chi vuole dire qualcosa, chi vuole ascoltare e chi semplicemente.. sta in silenzio, almeno per un attimo. Telefono, internet, smartphone hanno solo amplificato questa onda che si infrange lentamente sulla nostra vita, sulle nostre società.

Come abbiamo detto più volte, il tema è quello della scelta. A differenza di 1984, possiamo ancora spegnerli. E non intendiamo disconnetterci per sempre, ma diventare qualcosa di più di semplici spettatori.

Creare noi stessi i nostri contenuti, la nostra arte, alla ricerca di risposte alle nostre domande.

Non alle domande di altri.

Non seguendo le scelte fatte da altri.

Post popolari in questo blog

#15 Il ciclo infinito

  La storia è ciclica? Ce lo siamo chiesti più volte, bloccati come siamo singolarmente in un percorso fissato: si nasce, si cresce, ci si riproduce, si muore. Non singolarmente bloccati in questo ciclo, ma come specie. Bloccati in un serpente che si morde la coda , che riportiamo come immagine di questo post non per i suoi significati esoterici, ma per il suo significato nel mondo di ogni giorno. Bloccati in un ciclo infinito di abitudini sulle quali non abbiamo il controllo. Bloccati in un lavoro che forse non è quello che vogliamo. Bloccati con persone che non sono quelle giuste. E se come singoli siamo bloccati, peggio fa la società, continuando a tornare sugli stessi errori di sempre: guerra, odio, distruzione, avidità. Cosa rimane allora di quella scelta, di quella consapevolezza che ci è tanto cara?  Ci rimane la possibilità, in ogni momento, come con la televisione, di prendere il telecomando e spegnere un attimo. Meditare sulle nostre abitudini e capire cosa ci giova...

#46 Di quanto è sotto il nostro controllo

  Spesso ci siamo detti che sono gli altri, la vita, la sfortuna, Dio, i poteri forti che controllano le nostre vite. In un certo senso è vero: chi è al di fuori di noi controlla quello che noi percepiamo e potenzialmente quello che pensiamo. Se segui questo blog da un pò, anche tu potresti essere controllato dalle nostre parole ( ma non è quello che vogliamo! ). Al contrario come mostra l'immagine è importante concentrarsi su quello che noi possiamo controllare direttamente e che è veramente importante: le parole che dico le emozioni che mostro all'esterno le mie azioni il mio tempo libero il mio mondo interiore Ed è per questo motivo che accampare scuse non serve. Ci sarà sempre qualcosa al di fuori del nostro controllo, è normale !  Quello che non è normale è accettare che anche quel poco o tanto che è sotto il nostro controllo non lo sia veramente. Per questo abbiamo pensato di fermarci, periodicamente, a pensare a chi siamo, che cosa è sotto il nostro controllo e non lo è...

#40 Il secondo cervello

  Come se uno non bastasse, da tempo abbiamo scoperto che ne esistono molteplici, dentro di noi.  Non una sorpresa, dopo aver scoperto, diventando adulti, che la complessità del mondo che ci circonda esige più sistemi che si specializzano in modi sempre più sofisticati per raggiungere un obbiettivo. E' quindi con interesse che abbiamo letto questo post , che va incontro ad un'idea singolare: costruire un secondo cervello dentro un computer. Non una sistema biologico, non una macchina, ma un archivio delle nostre idee, riflessioni, passioni, spunti, che all'occorrenza possano diventare un sistema di "backup". Non mi ricordo una cosa? Lo chiedo al mio secondo cervello. Ed attenzione non parliamo di sistemi "AI" come ChatGPT o Bard, ma un qualcosa di più personale, strutturato come vogliamo noi. Siamo sostanzialmente in accordo con l'autore dell'articolo che si domanda se è uno spreco di energie o utile. E pensiamo che allo stato attuale lo sia, ma...