Il tempo è un abisso e noi ci stiamo cadendo dentro.
Un'irresistibile forza ci attira verso il fondo dell'abisso, dove la nostra parte mortale sarà consumata e sostituita, infine, da altro. Cosa conta, allora? L'inizio, la fine, il modo in cui si cade?
Abbiamo già parlato di come la nostra attenzione è rubata, spezzata, venduta e fatta a pezzi qui.
Oltre la caduta e la consapevolezza, c'è il nostro essere umani: ed è questa la nuova frontiera. Un percorso che dura anche qui da migliaia di anni che lentamente inizia a dare i suoi frutti.
C'è chi dice diventeremo cyborg.
Chi dice è bene iniziare a mettersi una macchina nella testa.
C'è chi invece ha già iniziato a sviluppare una tecnofobia.
C'è chi è già stato lasciato indietro, solo perché è tardivo digitale.
Noi, dal nostro punto di vista, vogliamo aumentare la consapevolezza, facendo domande e sperando che ognuno trovi la sua, di risposta, vera per se stessi, prima di tutto.
Puoi resistere a questa velocità di innovazione per altri dieci, venti, trenta, quaranta o cinquanta anni ?
A noi non sembra neppure pensabile di riuscire a resistere all'oggi, alzando lo sguardo all'orizzonte dei cambiamenti previsti, temuti, venduti e pubblicizzati ( col fine di indicizzarci e schedarci per venderci prodotti, certo!), vediamo solo confusione.
Una nube tossica, della quale la mente, vista la vastità, non riesce a trovare forma, dare un nome e quindi ne ha timore, paura, disgusto, eccitazione.
Tutto tranne che razionale, perché non c'è tempo, siamo di fretta. E quale migliore tecnica di vendita è che mettere fretta ( solo per pochi minuti! l'offerta è valida solo per oggi! ) ?
Eppure anche qui la frontiera siamo noi: per noi stessi, per chi ci sta attorno, ogni nuova scelta, tecnologia, gadget, pezzo di vita che viene trasformato. E forse non c'è modo di tornare indietro.
E tu, come rispondi a questa domanda?